Il ruolo dell’impegno morale, dell’auto-deumanizzazione e della propensione alla riparazione sui processi di riumanizzazione in contesti di conflitto interpersonale

Noemi Orabona (Università di Trento)


Quando commettono o subiscono danni interpersonali, i perpetratori e le vittime smettono di vedersi come esseri umani completi. L’ipotesi dell’umanità legata propone che questa perdita di umanità rappresenti uno stato motivazionale in cui le persone cercano di riacquistare il loro pieno status umano: quando vengono intraprese e accettate tentativi di riconciliazione, l’umanità del perpetratore o della vittima può intrecciarsi con l’umanità della parte avversa, risultando nella riumanizzazione di entrambe le parti coinvolte. Approfondendo questo lavoro iniziale, abbiamo ulteriormente analizzato questo fenomeno dal punto di vista del perpetratore, chiarendo il legame tra impegno morale, auto-deumanizzazione, tentativi di riparare il torto commesso e successiva riumanizzazione sia di sé che della controparte. In due studi (Studio 1: N = 285; Studio 2: N = 235), abbiamo prima riprodotto sperimentalmente un conflitto interpersonale (attraverso una versione adattata del gioco del dittatore) al fine di osservare la deumanizzazione della parte avversa e la propensione a infliggere danni a quest’ultima. Successivamente, abbiamo manipolato la difficoltà per i trasgressori di districarsi dalle loro azioni immorali con l’obiettivo di osservarne gli effetti sulla auto-deumanizzazione e sul processo di riconciliazione in ultima analisi. I risultati hanno indicato che una maggiore propensione a compiere comportamenti immorali è stata associata a una maggiore umanità attribuita alla controparte in un secondo tempo di misurazione (a seguito di tentativi di riconciliazione) attraverso due percorsi indiretti significativi: da un lato, un maggiore impegno morale porta a una maggiore auto-deumanizzazione al tempo 1 (a seguito del comportamento immorale), la quale, in linea con gli studi precedenti sull’ipotesi di umanità legata, si associa a una maggiore umanità attribuita al sé e alla controparte al tempo 2; dall’altro lato, un maggiore impegno morale si associa anche a una maggiore volontà di riparare il danno commesso, la quale, a sua volta, si associa positivamente a una maggiore umanità attribuita a entrambi i target (sé e parte avversa).

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